Segreti della birra sul nostro organismo


Segreti della birra sul nostro organismo


I segreti della birra, fa bene per il nostro organismo? Una ricerca italiana svela importanti notizie a riguardo, vediamo insieme.

I segreti della birra, oggi voglio proporvi dei segreti sulla birra che forse non tutti sanno, sperando che tale articolo sia di vostro gradimento, ecco cosa emerge da fonti scientifiche in materia su questo conosciutissima bevanda, molto apprezzata e consumata anche da giovani, specie nelle serate del sabato sera.

Si sa, la storia della birra è lunga migliaia di anni, eppure nonostante ciò gli effetti della ”bionda” fino a pochi anni fa erano pressoché senza risposta, vediamo insieme ad oggi i segreti della birra. Da diverso tempo, a fronte del aumento della domanda in maniera esponenziale in gran parte del mondo (tranne nei paesi dove per motivi religiosi è vietato), e grazie ad nuove tecniche sviluppatesi nel corno degli anni quali analitiche ed epidemiologiche, la ricerca sugli effetti della birra ha fatto un balzo in avanti.

La più recente , particolarmente minuziosa che riassume la conoscenza in materia, è stata pubblicata in anteprima sull’importante rivista scientifica ” Nutrition Metabolism and Cardiovascolar Diseases ” da un grande team internazionale di ricercatori delle università spagnole americane ed del lussemburgo. Nota di merito per gli italiani i quali primeggiano grazie al importante autore dello studio Giovanni De Gaetano del IRCSS – Istituto Neurologico Mediterraneo Neuromed di Pozzilli (IS).

Non è un caso l’alta presenza di scienziati italiani (10 su 18), anche considerando l’alto boom di birrifici artigianali, e dei corrispondenti al Made in Italy, accompagnato dalla crescita dei ben noti marchi nazionali. Oltre al forte interessamento delle multinazionali di origine straniera, che stanno tenendo d’occhio il mercato italiano. Uno su tutti famoso per i suoi giganteschi investimenti nel settore è il danese Carlsberg che ha investito notevolmente in uno dei più antichi stabilimenti italiani, che ha mantenuto l’originale marchio ”Birra Poretti” e la sede presso Varese.

Ciò che i ricercatori con a capo De Gaetano hanno scoperto, o meglio estratto dal enorme quantità di studi precedenti alla loro ricerca, ha del stupefacente. La birra, infatti, condivide assieme al vino rosso numerose proprietà, del tutto differenti dai super-alcolici : assunta in dosi non eccessive-si intendono due pinte da 66 centilitri (per i maschi, e la metà per le femmine), e purché non vi siano altri fattori come ad esempio una gravidanza , intolleranza, o depressione e patologie legate al fegato e del pancreas – è in grado di dare benefici dimostrati e significativi rispetto alle malattie cardiovascolari, sia nei soggetti sani che in quelli che soffrono di varie cardiopatie .

Tali effetti, sarebbero dovuti al concorso sinergico del alcool etilico (per il dosaggio di 66 centilitri al quale si riferisce un contenuto alcolico pari al 4%) , e di straordinarie sostanze. Uno in particolare, lo Xantumolo, un polifenolo derivato dalla famiglia dei flavonoidi prenilati, secreto delle ghiandole delle infiorescenze femminili delle piante dei luppoli. Vengono utilizzati nella produzione della Birra, per conferirne il gusto amaro, vari aromi a garantirne la tenuta della schiuma.

Sembrerebbe che dalla ricerca sui segreti della birra vi sia ancor di più:

Isolatamente lo Xantumolo ha dimostrato delle notevoli proprietà antiinfiammatorie, antiossidanti, detossificanti, ma sopratutto antimutageniche e quindi antitumorali. In particolare efficace nella lotta contro la tumorogenesi, ma anche nella diffusione delle neoplasie.

Tutto ciò sta aiutando l’emergere della classe Birra funzionali, in prevalenza artigianale. In cui, oltre al esaltazione del prodotto come fonte di minerali, vitamine e fibre, viene incrementata la concentrazione dei polifenoli più importanti, tra cui proprio lo Xantumolo.

Inoltre, la ricerca ha evidenziato anche, un positivo effetto neuro-protettivo dal consumo di birra nei dosaggi limitati, con riferimento particolare alla prevenzione di malattie demenziali come quella senile. In particolare combatte il morbo di Alzheimer., la cui rilevanza sociale ed economica sta crescendo in maniera esponenziale, con l’invecchiamento delle popolazioni occidentali.

Infine ecco un ultimo dei segreti della birra, combinando la moderazione nel consumo della bionda, associato ai polifenoli, si è scoperto in maniera distinta positivo rispetto alla produzione della mortalità complessiva (ossia derivante da qualsiasi causa), purché – e questo vale in generale- non si ecceda nel consumo della bevanda alcolica, oltre ai quali gli effetti si invertono rapidamente. Quindi bevete, ma con moderazione, che vi fa bene alla salute!

 

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